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Toni Scotti: “Tre passaggi fondamentali per la ripresa dei giovani”

 

Tre passaggi fondamentali per la ripresa dei giovani

L’intervista – Tony Scotti, portavoce Coordinamento club per il settore giovanile

«I passaggi dei quali siamo in attesa sono tre: la possibilità di riprendere gli allenamenti; la possibilità di poter successivamente organizzare qualche torneo, anche solo di una giornata; conoscere le regole per la ripresa dei campionati, in settembre, quando la maggior parte di noi sarà stata vaccinata».

Tony Scotti è il responsabile del settore giovanile della Mario Rigamonti, una delle società bresciane che più puntano sui ragazzi, ed è anche il portavoce del coordinamento dei club bresciani proprio per quel che riguarda il settori giovanili.

Scotti: cosa succede, ora che è diventato ufficiale lo stop ai campionati giovanili?

«La decisione di fermare i campionati era nell’aria, ce l’aspettavamo. Anzi, a dirla tutta, nessuno di noi pensava che sarebbero in qualche modo ripartiti. Noi oramai siamo già più avanti con i pensieri, mentre la federazione non mi sembra che ci stia pensando granché…».

Qual è il nodo principale da sciogliere, in questo momento?

«Le società hanno bisogno di sapere il prima possibile con quali regole riprenderà l’attività nella stagione 2021/’22. Insomma, come si ripartirà a settembre. Il problema è che se finora si è parlato tanto dei grandi, non si è fatto altrettanto con i giovani. Noi come società, e come noi tantissimi altri club della provincia, siamo già pronti per tornare in campo, per far riprendere gli allenamenti. Ma se questo vale per l’immediato futuro, il vero problema riguarda la prossima stagione. Dobbiamo sapere bene con quali regole e quali formule si potrà tornare in campo, perché una stagione non si improvvisa dall’oggi al domani. Per nessuna società, grande o piccola che sia».

Tra l’altro voi avete fatto una richiesta ben specifica…

«Dal puntodi vista tecnico, sarebbe utile l’inserimento di una categoria intermedia tra Allievi e Juniores, l’Under 18, perché ci sono tanti ragazzi che non sono pronti per giocare con i più grandi dopo che nelle ultime due stagioni hanno disputato poco più di mezzo campionato. Ma la federazione deve dare risposte se non immediate, almeno entro la fine di aprile».

In questo duro momento, abbiamo sentito parlare tanto del campionato di Eccellenza, poco degli altri campionati dilettantistici, molto poco dei giovani. La sensazione, invece, è che i club abbiano rivolto grande attenzioni proprio al settore giovanile.

«Nella nostra provincia l’interesse è sempre stato alto da parte di tutti ed addirittura appare in crescita. Prendendo esempio da quel che la federazione ha fatto in favore dei club professionistici, abbiamo organizzato un corso per responsabili di settori giovanili a livello dilettantistico o di puro settore ed abbiamo avuto un riscontro che ci ha stupito, con oltre 120 iscritti. Abbiamo avuto tra i relatori, tra gli altri, Filippo Galli ed Alberto Pasquali, abbiamo riunioni che durano ore (ed a volte dobbiamo chiudere e riprendere la discussione in un momento successivo), tutti segnali che testimoniano del grande interesse delle società e dei singoli».

Ed i ragazzi come stanno vivendo questo momento?

«Hanno una voglia matta di tornare in campo, ovviamente. Vogliono farlo anche loro in sicurezza: ce ne siamo accorti quando si poteva fare allenamento, perché sono sempre stati rispettosi delle regole (anche se i più piccoli sono più vivaci), e come loro anche i genitori che ci hanno dato un grande aiuto sotto questo aspetto».

Insomma, solo la federazione sembra sorda a questi richiami che arrivano dalla base ed incapace di dare risposte…

«Che dovranno essere anche economiche, perché noi abbiamo pagato tutto in questi ultimi due anni e non abbiamo giocato granché. Mi sembra corretto che anche sotto questo punto di vista venga riconosciuto qualcosa ai club».

Francesco Doria

Fonte: Giornale di Brescia

Data di pubblicazione: Lunedì 29 Marzo 2021

 

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