Mario Rigamonti, il giocatore

Il cartellino di Rigamonti? È in vendita su Facebook

ADC Mario Rigamonti

 

Il cartellino di Rigamonti? È in vendita su Facebook
Ritrovato per caso tra gli scaffali di una galleria d’antiquariato, si compra sul web a 12mila euro - I timbri certificano la validità tra il 1938 e il 1941: Mario era nelle giovanili delle rondinelle.

 

Come se ottantuno anni fossero rimasti imprigionati in un sottile involucro. La storia cristallizzata dietro una pellicola di plastica. Un fodero che ricorda quello in cui si conserva la patente di guida. Quanto vale un ricordo? Spesso, non ha prezzo. Ma quando si tratta di cimeli di assoluta rarità le cose assumono contorni differenti.

 

Così il cartellino della Federazione Italiana Giuoco Calcio di Mario Rigamonti ha un valore preciso. È in vendita a 12mila euro su Facebook Marketplace. La somma coincide con l’offerta più alta fin qui ricevuta dai venditori.

 

Il documento risale alla fine degli Anni Trenta, quando il centro mediano cui è stato intitolato lo stadio di Mompiano (ma pure quello di Lecco) era tesserato per il Brescia, squadra della città in cui era nato il 17 dicembre 1922. Più avanti il passaggio al Grande Torino e la tragedia di Superga, il 4 maggio del 1949.

 

Chi e perché.

 

A mettere in vendita il cimelio è la galleria d’arte e di antiquariato di Collebeato Mabesolani, di proprietà del signor Volfango Maffeo, che la gestisce con il figlio Emanuele. Collabora con loro Andrea Averoldi, trentaduenne di Castenedolo, che è stato in caricato di mettere in vendita il prezioso documento.

 

L’annuncio - racconta Averoldi - «è stato inizialmente pubblicato anche su altri siti e portali specializzati, ma in un secondo momento abbiamo deciso di cancellare gli annunci e di tenere attivo soltanto quello di Facebook». Dove il pezzo storico è descritto con queste parole: « Cartellino calcistico originale di Mario Rigamonti. Grandissimo giocatore italiano morto nella strage di Superga, con tutta la squadra del Grande Torino. Quasi tutte le cose inerenti sono andate perdute, ma questo cimelio sportivo di grande valore è ancora intatto e in ottimo stato ».

 

La galleria d’arte e antiquariato esiste da oltre trent’anni ed è in possesso del cartellino di Mario Rigamonti da molto tempo. Perché, dunque, venderlo proprio adesso? Semplice: il foglietto di carta contenuto nella bustina plastificata è stato ritrovato solo una settimana fa.

 

Una casualità. « Stavamo facendo ordine - racconta Averoldi -, e lo abbiamo pescato in unpacchetto su una mensola, nel quale erano contenuti altri documenti. Ci è capitato tra lemani mentre li stavamo scorrendo uno ad uno. I timbri in rilievo sul foglietto di carta certificano la validità del cartellino per le stagioni 1938-1939, 1939-1940 e 1940-1941».
È l’epoca in cui Rigamonti muove i primi passi nelle giovanili delle rondinelle.

 

Il numero del tesserino è 03375, la firma del giovanissimo calciatore è elegante e il suo sguardo semplice e innocente, sotto una chioma di capelli scuri e un paio di sorpacciglia che sembrano dipinte a mano. Il riquadro in bianco e nero ha i quattro angoli leggermente consumati. Quegli occhi di ragazzino, scuri e fissi, non potevano vedere la terribile morte lo avrebbe atteso, solo una decina d’anni più avanti.

 

La consegna. Non è semplicissimo ricostruire come e quando, esattamente, il tesserino sia arrivato nel negozio di Collebeato. La memoria, a questo punto della storia, si fa infatti poco nitida: «Pare che a portarlo fu, molto tempo fa, un esponente del calcio bresciano. D’altra parte - prosegue Averoldi - la galleria si occupa da sempre dello sport della nostra terra. E tra quadri, opere d’arte, mobili antichi e una sezione ricchissima dedicata a Pinocchio, per la quale la galleria è nota in tutt’Italia, il negozio è ricco di oggetti legati a società sportive del nostro territorio. Non solo calcio: ci sono pure cimeli della Mille Miglia».

 

I collezionisti hanno già drizzato le orecchie. Un’offerta ufficiosa di 12mila euro è arrivata. «Abbiamo già ricevuto delle proposte - spiega ancora Averoldi -, alcune delle quali si avvicinano alla cifra che chiediamo. Abbiamo pure provato a contattare alcune  società di calcio. Ci piacerebbe entrare in contatto con il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata di Grugliasco». Se qualcuno fosse interessato, il numero da chiamare è 347/5887521.

 

Daniel Ardenghi

Fonte: Giornale di Brescia

Data di pubblicazione: Sabato 05 Ottobre 2019

Immagine di copertina: da news originale

 

 

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