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Amore ricambiato

 

Amore ricambiato

Ieri il nostro Brescia ha perso ma siamo felici di aver visto ricambiato l’amore della città per il “nostro” Roberto De Zerbi. Gli ultras bresciani hanno restituito a Roby quella stima ed affetto che non tutti i bresciani gli avevano sempre riconosciuto fino a ieri.

Nella mia esperienza calcistica pluriennale al Brescia Calcio mi sono trovato spesso a incrociare la mia strada con quella di Roberto e ricordo tanti passaggi, non sempre felici. Negli anni ’90 conoscevo bene il papà Alfredo, un uomo molto considerato e rispettato nella tifoseria bresciana, un uomo serio e sincero che ci ha sempre aiutato nel migliorare i rapporti con la curva bresciana.

Quando ho chiesto informazioni al nostro settore giovanile del perché non portavamo al Brescia il piccolo e talentuoso Roberto mi è stato incredibilmente risposto “ non possiamo prenderlo perché poi, se non lo facciamo giocare…”.

Il Milan non ha avuto di questi problemi ed il bambino con i grandi occhi felici che ti trasmettevano sensazioni di costanti simpatiche marachelle ha superato brillantemente il primo ostacolo dei suoi concittadini migliorando le sue prospettive calcistiche.

Ho incrociato altre volte quello sguardo furbo e ne ho seguito con simpatia il brillante percorso di calciatore per poi ritrovarmi a conoscerlo bene nel 2012.

Un amico e storico uomo Riga, Gianpietro Binetti, un giorno mi dice: “ Roberto De Zerbi che ha appena concluso il corso allenatore con me, potrebbe venire a darmi una mano alla Rigamonti ?”

Ovviamente è stato accolto con immenso piacere, Roberto incarnava lo stereotipo di Mario Rigamonti , un talento esuberante, un simpatico pazzo, un grande cuore, un uomo vero…

 

 

Cosa mi ha colpito della sua esperienza alla Rigamonti ? Un calciatore professionista che aveva appena concluso una brillante carriera e che allenava ragazzini dilettanti come se stesse allenando i giocatori del Barcellona, incredibile! Ma i grandi attori sono per i grandi palchi e chi ha la fortuna di vederli nei piccoli teatri è solo perché sono di passaggio o perché sono amici.

L’anno successivo un amico comune, Luciano De Paola, lo consiglia ed indirizza al Darfo per cominciare la sua avventura di allenatore “vero” in serie D. Il carattere e la determinazione di Roberto si scontrano con la presunzione di giocatori, dirigenti e giornalisti che pensano di essere custodi del “verbo” solo per lunghe esperienze di campionati minori, il risultato finale ne è la scontata conseguenza.

La storia successiva del De Zerbi allenatore porterà a galla tutte le verità, un uomo di personalità non ferma mai la sua scalata al cospetto della montagna delle sue certezze e anche i possibili errori diventano solidi appoggi per continuarne la salita.

Tanti hanno capito tardi gli errori valutativi ma ieri i nostri ultras, che lo hanno sempre amato, sono riusciti a cancellare definitivamente ogni dubbio, i bresciani veri sono orgogliosi del “loro” mister !

In bocca al lupo Roby, la Riga sarà sempre onorata di aver visto nascere il grande allenatore e soprattutto l’uomo che meglio incarna lo spirito, la forza ed il cuore del grande campione che la nostra società rappresenta.

Giorgio Gaggiotti
Direttore Generale ADC Mario Rigamonti

Fotografia di copertina: giornaledibrescia.it

 

 

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